LA TREGUA DI NATALE DEL 1914

Nel dicembre del 1914 gli opposti schieramenti, tedeschi da un lato, francesi e britannici dall’altro, erano appena usciti da un serie di devastanti battaglie, combattute principalmente nelle Fiandre, le quali avevano già straziato la vita di centinaia di migliaia di persone. Una di queste battaglie aveva preso luogo nella cittadina belga di Ypres la quale nel 1915 passerà tristemente alla storia per l’utilizzo da parte dei tedeschi del cosiddetto “gas mostarda”, dovuto al suo odore, che da quel momento in poi prenderà il nome della cittadina: Iprite.

Nonostante la violenza degli scontri, la Grande Guerra era sostanzialmente all’inizio e l’odio fra i due opposti schieramenti lasciava spesso spazio a iniziative pacifiche come piccole e temporanee tregue stabilite fra soldati che vestivano divise diverse ma che allo stesso tempo si sentivano accomunati dalle stesse condizioni e sofferenze. È proprio sulla scia di queste iniziative pacifiche che si ricollega la tregua del 1914 la quale comunque, ci teniamo a ricordare, fu un episodio sporadico considerando che nello stesso periodo sugli altri fronti i combattimenti proseguirono senza alcuna sosta. Tutto iniziò con una decisione del comando tedesco. Tutte le trincee tedesche dovevano essere decorate con dei piccoli alberi di Natale posizionati a intervalli regolari e illuminate da delle candele natalizie. Lo scopo era di alleggerire la permanenza nelle trincee durante le feste. In alcuni punti del fronte, la notte fra il 24 e il 25 dicembre 1914, si levarono dalle trincee tedesche dei canti natalizi che colsero di sorpresa gli schieramenti britannici e francesi. Per non essere da meno, anche i britannici presero a cantare attirando l’attenzione delle trincee tedesche. Fu proprio in questo momento che in un punto del fronte nella zona delle Fiandre un soldato tedesco compì un gesto inaspettato, straordinariamente ricreato nel film Joyeux Noël (2005), che ruppe il ghiaccio fra le due parti. Il soldato uscì dalle trincee tedesche con un albero in mano e attraversò la terra di nessuno in direzione delle linee avversarie intonando canti di Natale.

La scena del film Joyeux Noël (2005) in cui un soldato tedesco attraversa la terra di nessuno con un albero di Natale in mano intonando canti natalizi.

Nel giro di pochi minuti numerosi soldati tedeschi, britannici e francesi uscirono dalle trincee e iniziarono a scambiarsi gli auguri e oggetti di vario tipo. In altri punti del fronte gli episodi di fraternizzazione iniziarono nei modi più disparati, messe collettive, cartelli di auguri affissi sui bordi delle trincee, e proseguirono per tutto il giorno seguente. In molti punti si approfittò dell’occasione per restituire i cadaveri, organizzare improvvisati funerali e seppellire i morti abbandonati nella terra di nessuno. In alcune sezioni del fronte si ebbe anche il tempo per giocare assieme. Questo fu il caso delle numerose partite di calcio disputate fra i soldati la mattina di Natale e oggi ricordate da numerosi monumenti fra cui la statua dell’artista britannico Andy Edwards chiamata “All Togheter Now” (Ora tutti insieme). Nei giorni successivi l’evento non fu riportato dai mass media dell’epoca per via della pressante censura militare ma nel giro di poche settimane tutti i dettagli presenti nelle lettere dei soldati e anche delle fotografie riuscirono ad attraversare le strette maglie della censura suscitando l’approvazione di buona parte dell’opinione pubblica internazionale, britannica e americana in particolare.

Purtroppo negli anni successivi episodi del genere si ridussero fino a quasi scomparire. Le motivazioni di ciò vanno rintracciate nella mutata natura dello scontro bellico. Il perdurare della guerra di trincea, l’introduzione dei gas tossici nel 1915 e le ferocissime battaglie di Verdun e della Somme del 1916 lasciarono nel cuore e nelle menti dei soldati delle ferite indelebili che suscitarono presso molti di essi forti sentimenti d’odio per un avversario ormai demonizzato e disumanizzato. In un certo senso potremmo considerare la tregua di Natale del 1914 come uno degli ultimi sobbalzi del XIX secolo dove soldati in guerra si incontrarono nel mutuo rispetto seguendo, chi più chi meno coscientemente, dei codici d’onore puramente ottocenteschi destinati a scomparire rapidamente fra le nebbie dei gas tossici e il frastuono delle mitragliatrici. 

Articolo di Alessandro Trabucco.

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